Vi raccontiamo della “Banca Nord Lb” (di Hannover) e non solo. Ossia di come la Germania si scapicolla per salvare le sue banche utilizzando soldi pubblici e non applicando mai il “bail in”. Tutto ciò con tanto di ok formale della Commissione UE, la stessa che ha negato l’intervento pubblico a sostegno della Banca Carige (di Genova) in crisi. La Medesima dinamica che è già avvenuto, e continuerà a verificarsi, allo scopo di salvare le troppe banche tedesche che zoppicano per quanto le loro casse sono imbottite di derivati tossici e crediti inesigibili. Come le regole si applicano rigorosamente agli altri, ed invece si interpretano per gli amici in difficoltà.

Ancora una volta, la Germania mette altro denaro pubblico per salvare una banca domestica, stavolta per circa 4 miliardi di

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La Finanza liberista, fomentando l’ideologia del “sempre meglio che niente”, “prima i conti pubblici in pareggio ”, “non ci sono più i soldi”, riesce ad alimentare la percezione che siamo tutti “SOLI”. E ci sentiamo irreparabilmente “SOLI” ogni giorno di più . Così, il messaggio politico veicolato e diffuso dai media, ormai bancocentrici, è chiaro : lavoratori, sostenete e votate coloro che tutelano chi vi sfrutta. Ora c’è pure l’alleanza Sindacati-Confindustria.

A volte anche grandi illusioni che avevano alimentato grandi aspettative si fanno corrompere da presunti stati di necessità. Da emergenze

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La storiella del ruolo devastante del “Debito pubblico” italiano, è una narrazione fasulla, simile a quella holliwoodiana sugli acchiappafantasmi. Così l’Italia con i suoi “fondamentali economici” più che a posto : va male. Mentre siccome non si parla della notizia dell’impossibile indebitamento del sistema bancario tedesco sull’orlo del default (di una dimensione più grave della storia finanziaria) : per la Germania è tutto OK.

Cosa hanno in comune Alberto Bagnai, Paolo Savona e Luis de Guindos Jurado? In generale sono tre apprezzati economisti, politicamente

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“Franza o Spagna, purché se magna!”. In politica torna di moda la voglia seicentesca e coloniale di brigare a favore del Re di Francia. Mentre inglesi e tedeschi lavorano alacremente perché l’Italia arrivi al “default economico” e si rompa in tre pezzi. Vi proponiamo un sunto di geopolitica della nostra situazione interna dopo le elezioni europee. Il declino dell’ipocrita Pd viene nascosto sotto il tappeto, come fosse della polvere. Il dramma umano di Salvini terrorizzato e in fuga dalla classe dirigente nord-leghista che lo vuole politicamente morto. Berlusconi che spera di fare un “governo di tutti” quale ultima “mandrakata” della sua carriera politica. I Cinque stelle che, more solito, non si sono resi conto di cosa sta succedendo attorno a loro, riflettono pensosi, votano sulla piattaforma Rosseau, e non si capisce cosa cazzo aspettano.

Miracolo ! Chi non ha fede è legittimato a non crederci. Così, ci tocca parlare dei ridicoli peana e dei

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Il flop del golpe di Guaidò in Venezuela.“Colpo di stato non riuscito e nessun bagno di sangue. Fallito il tentativo di dare un pretesto agli USA per intervenire militarmente a fini umanitari”. Gli Stati europei che avevano riconosciuto Guaidò (tranne l’Italia) fanno “malafigura” e non hanno più che dire. Tranne Matteo Salvini ed Antonio Tajani che perdono l’occasione per stare zitti. La vera posta internazionale nella crisi venezuelana è la strategia geopolitica dell’Arabia Saudita avallata da Trump per far aumentare il prezzo del barile di petrolio. Non si capisce perché la Casa Bianca di “first America” voglia favorire il caro-benzina che sarà un disastro per l’Economia degli alleati dei Paesi UE.

Una premessa. Ci occupiamo del Venezuela in questo Blog, con tanta insistenza, per due ordini di motivi : 1) perché

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“Cchiù pilu pi tutti”. Autonomia differenziata e dissoluzione dell’unità nazionale: al di là del facile razzismo contro “i terroni spreconi” (quelli che secondo la vulgata liberista stanno sempre seduti sui divani), ora pare che ce lo chieda l’Europa (ossia la Germania). Ormai l’impalcatura di Bruxelles è solo una mera operazione mercantilistica, a trazione dei paesi europei del centro-Nord. Le elité economiche e speculative delle tre regioni italiane interessate, rispettano solo i “danè”, e la funzionalità dei loro interessi finanziari con quelli del capitale tedesco ed inglese. Per loro non conta nient’altro. Pure dei dialetti e delle tradizioni di veneti e lombardi questi affaristi, svegliatisi autonomisti, se ne fottono.

I frequenti processi di Secessionismo negli Stati aderenti alla UE. Dietro le apparenze, l’autonomia differenziata sembra essere parte di un

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Bot e minibot, “moneta fiscale” per pagare i debiti commerciali della Pubblica Amministrazione. Mentre, la “Destra politica” lievita elettoralmente e culturalmente. La “sinistra parlamentare di comodo”, non fa il suo, cercando di rassomigliare sempre più a Sgarbi ed a Mara Garfagna. Remissiva su annullamento dei “diritti sociali”, però inflessibile nel favorire l’arrivo di migranti. Da ridurre poi in schiavitù nei campi al Sud ed in edilizia (e logistica) al Nord.

Cosa è diventata oggi la Sinistra in Italia ? Dura sulla difesa delle istituzioni rappresentative ?  Durissima sui diritti sociali

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Quale è la verità sulla dinamica/nomine della prossima “governance” dell’Unione Europea ? Germania, Francia, Italia e Spagna, si giocano la vita. Sono saltati i vecchi equilibri politico-economico nella UE, ed il relativo vecchio modo di trattare. Poi c’è Trump e la Brexit del “no deal”. Non ci resta che sperare in un intervento di S. Rosalia..

Non si può comprendere ciò che può accadere nella trattativa per preparare l’organigramma che gestirà l’UE per i prossimi 5

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Nuova “Governance” della UE “a stelle e strisce”: Christine Lagarde e Ursula von der Leyen, elette all’unanimità dai governi europei. Due volti femminili del neoliberismo più selvaggio. Così la NATO ed il Fondo Monetario Internazionale hanno piazzato due loro fiduciari alla guida dell’Europa unita. Una pura contraddizione in termini. Se va bene saremo fottuti tra una austerity ancora più dura e l’organizzazione di nuove guerre umanitarie, per fare un favore al nuovo asse internazionale Arabia Saudita Israele che ormai dirigono la politica estera USA di Trump, ed ora pure di quella europea. Evviva !!!

Procedendo con una stupefacente e penosa operazione di marketing politico, saranno Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde a presidiare

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L’Informazione italiano, carta stampata e TV, promuovendo giornalmente il fallimento dei conti pubblici nazionali, propaganda ora per ora”l’aumento dello spread”, che purtroppo è un parametro inventato. Cioè, non previsto da alcuna legge italiana o europea, nè da alcuna dottrina scientifica: semplicemente perché non esiste. Al contrario, la stampa tedesca tace sul sistema bancario della Germania ormai in pre-default (ossia prossimo al crollo). E’ evidente che, in termini di regole della Democrazia, in Italia c’è qualcosa che non funziona. Ma che a questo punto rischia di avvilirci la vita a tutti.

Ormai l’Informazione italiana si configura come la “vera emergenza della democrazia” nel nostro Paese. Per il suo unitario e quotidiano

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Parla l’economista Riccardo Realfonzo. L’Europa ci chiede ancora tagli ma la spesa pubblica italiana è già troppo bassa. I torti della politica economica della Commissione UE, che sbaglia sui parametri del debito pubblico, insistendo nell’indicare una strada errata sia all’Italia che al resto d’Europa. Una via al cui fine si può rischia la ovvia implosione dell’eurozona. E dire che sarebbe possibile uscire dalla crisi anche solo dando corpo a reali politiche economiche di discontinuità.

La Commissione Europa minaccia una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della regola del debito. Una regola

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Non falliremo. Nonostante i giornali ed i “poteri forti” italiani tifino per l’esplosione del debito pubblico italiano. Perché, se l’Italia “fa default”, di seguito cadono anche gli altri grandi paesi europei. “Simul stabunt, simul cadent.” Questo temono Parigi, Berlino, Bruxelles: essere trascinati nel baratro con noi. Il fattore “E” (Euro) può essere però la nostra forza segreta. Ma c’è un “ma”. Può funzionare solo se la Germania non ha l’impellente necessità di “pilotare” la “sua exit” dalla UE per salvare le sue banche ed i suoi conti pubblici, ormai a un passo dal baratro.

Ci risiamo (ndr. come nel 2011) . Si confida nei mercati e nei nodi economici per cambiare una maggioranza di

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Futuro Unione Europea. Continuare occuparsi in modo maniacale dei conti di bilancio a tutela degli speculatori finanziari,delle banche, del 5% della gente? O prendersi cura delle crescenti difficoltà economiche dell’altro 95% della popolazione continentale? Dalla crisi alla rivolta. La posta in gioco delle elezioni europee non può che essere : Liberismo o ritorno alla Democrazia proporzionale?

Non può esistere solo la preoccupazione per i conti pubblici se ormai anche i sondaggi individuano nella rabbia crescente di

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“Protagonisti e vittime designate”: una storiaccia in Europa che vede soccombere l’Italia. Quando il provincialismo e l’inadeguatezza delle nostre classi dirigenti degli ultimi 25 anni (figlie della tragica Seconda Repubblica di Berlusconi, Prodi, Monti e Renzi) ha creato una società frammentata ed a-democratica. Che non riesce più a programmare alcunché, tranne l’intensa pianificazione della propria “autodistruzione nazionale”. Con il vezzo di parlare sempre male dell’Italia, dei suoi conti pubblici e delle posture di costume dei suoi cittadini.

E’ interessante comprendere la profonda differenza di atteggiamento tra le classi dirigenti di paesi diversi, anche nella stessa cornice europea.

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I cinesi d’Europa da dieci anni siamo noi italiani. Senza più tutele per i lavoratori, senza più una politica industriale,specializzati nel conto terzi a supporto economico della Germania. Ci stiamo distruggendo da soli, però……

Da tempo cerchiamo di spiegare che “i soldi ci sono”, come paese e come entrate dello Stato. Ci sono per

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