Julian Assange, arrestato per “la colpa” di avere informato e di continuare ad informare il mondo sull’esistenza di segreti : grandi illeciti ed orribili abusi , prodotti da governi ormai “sequestrati” da soggetti “ubriachi di delirio d’onnipotenza”. Cioè, l’attività di Informazione che dovrebbero fare i giornalisti ogni giorno, e che fecero i cronisti USA negli anni 60/70 sulla “sporca guerra” in Vietnam o con il Watergate. Perché quei giornalisti hanno vinto il Pulitzer, mentre oggi Assange è stato arrestato, nel silenzio assordante dei giornalisti di tutto il mondo?

Gandhi sosteneva che la verità è più importante di una legge. E che se una legge è ingiusta : va violata. Julian Assange manterrà un suo  posto nella Storia per il coraggio di aver denunciato quel deep state – il cosidetto “stato profondo” che comanda indipendentemente dalle elezioni ed alla faccia della Costituzione – quel complesso di lobby che si celano dietro la facciata di stati apparentemente democratici . Un merito democratico , senza dubbio per cui andrebbe premiato. Ed invece l’hanno arrestato, per di più nella sbandierata patria della libertà di stampa : l’Inghilterra.

Wikileaks ha svelato crimini come quelli denunciati nel video “Collater murder”, che rese pubblico il 12 luglio del 2007, in cui due elicotteri apache statunitensi con cannoni di 30 millimetri a punta cava, progettati per penetrare i carri armati, spararono senza alcuna ragione a una dozzina di civili iracheni. Dopo tale agguato, si accanirono su di un ferito che strisciava per terra tentando di mettersi al riparo. Infine, quella mattina di luglio uccisero anche un papà che stava portando i suoi bambini a scuola e che vedendo un ferito dell’agguato Usa lo soccorse. Mentre tentava di caricare l’uomo nel suo minicaravan, i soldati spararono ancora, uccidendo tutti e ferendo gravemente due bambini all’interno del furgoncino.   Due degli uccisi lavoravano per l’agenzia di stampa internazionale Reuters, Namir Noor Eldeen e Saeed Chmagh. Dall’elicottero i militari statunitensi vedendo quei corpi dilaniati, commentarono: “Guarda quei bastardi morti!”. Come si evince dal filmato non c’era alcun bisogno e motivo di eliminare dei civili innocenti, l’unica spiegazione è la brutalità degli assassini che in un contesto bellico avevano perso completamente la propria umanità.

Circa un mese dopo la pubblicazione del video da parte di Wikileaks, l’esercito USA arrestò a Baghdad un soldato, ma non si trattava di quello che aveva sparato dall’elicottero, ma di Bradley Manning (oggi Chelsea Manning), cioè di colui che aveva inviato il video all’organizzazione di Assange.

La “colpa” di Assange e della sua Wikileaks è quella di aver svelato l’esistenza e le contraddizioni di quei poteri che proliferano dietro le quinte della politica estera, e che puniscono chi si permette di rendere note le loro gesta. La “colpa” di Assange è quella di aver palesato che troppo spesso i mass media occidentali ed europei hanno imparato a fare i farisei. Smettendo di raccontare e sanzionare moralmente le devianza e gli eccessidel potere , le sue illegalità. Concedendo in Europa troppo di frequente  “maschere di carta” alle malefatte di chi conta : da un oscuro carabiniere infedele all’Arma a un presidente della Repubblica.

In questi 12 anni Wikileaks ha sputtanato decine di governi occidentali e non, con le parole e i documenti dei loro stessi membri. Ha smascherato le imposture, le menzogne e le ipocrisie di centinaia di potenti, mettendo in scena le oscenità che questi ipocriti bugiardi dicevano e facevano dietro le quinte. E ha fornito ai giornalisti i materiali da raccontare, analizzare e commentare: in questo senso, più che un giornalista, era una “fonte”, o un fornitore di “fonti”. Che nessuno poteva smentire, perché erano tutti documenti ufficiali e autentici. Se sappiamo molto, se non tutto, sulle porcherie e le menzogne organizzate per giustificare le guerre in Afghanistan e in Iraq, ma anche sui segreti del Vaticano, sui doppi e tripli giochi delle diplomazie americane ed europee, sulle menzogne di B. e dei suoi compari, giù giù fino alle doppiezze dell’Amministrazione Obama e alle email borderline di Hillary Clinton, lo dobbiamo ad Assange e alla sua ciurma di pirati. Questo uomo ha diffuso le risate dei militari americani che irridevano l’uccisione di 15 civili a Baghdad, ha svelato le torture inflitte ai prigionieri di Guantanamo, ha penetrato e diffuso i segreti di Scientology, le bufale di eminenti scienziati che mentivano sull’aggravamento delle condizioni climatiche globali, ha fatto infine sapere a milioni di americani che erano spiati impunemente ed illegalmente. Che l’Agenzia di spionaggio elettronico USA (la NSA) , i nostri “alleati” americani, spiava H24 in modo indiscriminato, pure i governanti tedeschi, francesi , spagnoli ed italiani; ma non i cugini inglesi, né tantomeno Putin e gli altri.  Per questo Julian era ed è più temuto di qualunque giornalista.

Strappare il velo su verità nascoste, su legami occulti tra legge e malaffare, svelare violazioni dei diritti umani: questo è ciò che ha fatto Assange.  Informare su ciò che si voleva  finisse di pubblico dominio. Cioè, fare quello che – da giornalista- ho visto sempre fare ai giornalisti quando si sono comportati come tali. Esattamente, come si erano comportati quelli americani che avevano sputtanato negli anni 60/70 la “sporca guerra” USA in Vietnam. Chi allora svelò documenti, anche segreti, dell’Amministrazione di Washington vinse il Pulitzer. Oggi Assange, per aver fatto la stessa cosa è stato arrestato, e se estradato negli USA potrà rischiare, almeno, da trent’anni di carcere, all’ergastolo. Che sta accadendo ? Visto, soprattutto, il silenzio assordante del miglior giornalismo europeo, ed italiano.

Ma l’allergia dei politici dell’emisfero liberista per Wikileaks è comprensibile: solo chi non detiene il potere, può permettersi di non temerlo. Dunque nessuno scandalo se in tutta Europa, a parte outsider di sinistra come Mélenchon e Barbara Spinelli, e in Italia i 5Stelle, nessuna voce critica s’è levata contro lo scempio del diritto internazionale perpetrato dal governo della May. Ciò che stupisce e disgusta è il diffuso silenzio di fronte a questo attacco internazionale (e su territorio europeo) contro la libertà di stampa. Una situazione allarmante secondo l’avvocato Barry Pollack (l’avv. Americano) di Assange,: “I giornalisti di tutto il mondo dovrebbero essere molto preoccupati da queste accuse penali senza precedenti, perché minano il diritto della stampa a proteggere le proprie fonti confidenziali”

Ecco il punto, il giornalismo è ancora il cane da guardia della Democrazia, o deve ormai svolgere il ruolo di un pregiato cagnolino di compagnia, che deve “coprire” le malefatte del potere vero: il cosiddetto “deep State” ( quelli che, elezioni o no, comandano sempre loro alla faccia dei cittadini)?

Purtroppo l’arresto di Julian Assange forse era prevedibile, perché oramai tutte le voci fuori dal coro, tutti i personaggi che sfidano il “pensiero unico” sono insostenibili per il potere liberista e vanno eliminati come si fa con un prodotto di fabbrica mal riuscito.

L’establishiment finanziario liberista internazionale (a trazione angloamericana e saudita) , è un potere spregiudicato. Abituato ( e disposto) a correre tanti rischi, ma non può permettersi di correre il peggiore di tutti :  che le verità possano tornare in libera circolazione, contribuendo a svegliare le coscienze assopite negli ultimi dieci anni. Crollerebbe miseramente il castello di bugie e realtà “verosimili”, di regole “pelose”, su cui risulta edificata la nostra odierna società e-digitale, che sta rendendo infelice e poco dignitosa l’esistenza della maggioranza numerica dei cittadini, in tutto il mondo. E, purtroppo, persino in Europa.

Ogni libero pensatore, ogni democratico, che abbia in spregio la censura e creda ancora nella Democrazia dovrebbe sentirsi colpito dall’arresto di Julian Assange, e dovrebbe alzarsi in piedi per protestare ad alta voce. Invece, la notizia rimane avvolta  in  un silenzio assordante. Ce lo chiediamo (e ve lo chiediamo) ancora una volta : Come mai ?

Una domanda, ed una possibile risposta, che segna l’inizio di una nuova ed inquietante epoca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *