Avvelenamento del dissidente Navalny: il vero obiettivo di tutto questo enfatico “can-can” è l’oleodotto in costruzione “Nord Stream 2” (la partnership industriale tra tedeschi e russi con la benedizione cinese ed italiana) . Inglesi ed americani (e l’Arabia Saudita con gli Emirati del Golfo) sono sempre “fissi sul pezzo”, nel provare a rendere più difficile e più costoso l’approvvigionamento energetico europeo, Perché, i singoli paesi della UE tendono a sfuggire all’orbita monopolista “delle 7 sorelle”. Comunque nel mirino dei loro fucili veri o televisivi ci sono sempre l’Italia dell’ENI, la “Gazprom” (Russia) e l’Iran, Che, per di più, pretendono di farsi pagare il loro gas e petrolio in euro o yuan (cinese) .

Il 20 agosto 2020 una nuova tempesta mediatica ha oscurato i cieli della Russia: a bordo di un aereo decollato

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I Badoglio milanesi sono molto peggio del campano “De Luca -sceriffo”

Il mio orgoglio nordista sta subendo duri colpi. Non abbiamo mai creduto alla narrazione trionfalistica della Milano-place-to-be, unica metropoli europea

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L’importanza della memoria selettiva. Mentre procede la proliferazione delle “giornate della memoria” per sterilizzare la comprensione dei disastri passati nell’ultimo secolo, si apparecchiano purtroppo nuovi disastri futuri. Per questo si pubblicizzano, e persino si votano al Parlamento UE, versioni ufficiali e di comodo sulla Storia dell’Europa. Esempio di voluta cecità o ormai di colposo astigmatismo ?

Qualche giorno fa il Parlamento Europeo, forse per dare un senso al proprio ruolo marginale nei processi decisionali dell’UE, ha

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MEMORIA della STORIA. Ripubblichiamo due articoli da LA REPUBBLICA dell’Ottobre 1999. Oggetto di entrambi è il ruolo geopolitico-militare che l’Italia ha esercitato in Nord-Africa e Medio Oriente sino alle soglie degli anni 2000. Quando la politica estera italiana era ancora contraddistinta dall’eredità di Aldo Moro ed Enrico Mattei, nonché dalle opere di “statisti” come Bettino Craxi e Giulio Andreotti, mentre i servizi militari per l’estero (il SISMI) avevano conosciuto la guida dell’Ammiraglio Fulvio Martini il più capace esperto di intelligence del mondo. Il pretesto dei due articoli è il “caso della Tunisia” e della sua interconnessione geopolitica con Libia ed Algeria. L’italia era il centro di quello scenario, americani, russi e francesi, allora misuravano gesti e parole perché conoscevano la nostra autorevolezza e lungimiranza. Ed anche più di un poco ci “temevano”. Dal 2001 in poi l’unica minaccia che possiamo fare a quegli “imperi” è quella di farli morire dal ridere. Confrontate voi storie e personaggi di quell’epoca politica con ciò che poi è successo in politica estera dal 2011 in poi. Buona lettura.

Tunisia l’ascesa al potere di Ben Alì. L’ex capo del Sismi: “L’Algeria stava per invadere  il paese vicino per difendere

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