Vi raccontiamo della “Banca Nord Lb” (di Hannover) e non solo. Ossia di come la Germania si scapicolla per salvare le sue banche utilizzando soldi pubblici e non applicando mai il “bail in”. Tutto ciò con tanto di ok formale della Commissione UE, la stessa che ha negato l’intervento pubblico a sostegno della Banca Carige (di Genova) in crisi. La Medesima dinamica che è già avvenuto, e continuerà a verificarsi, allo scopo di salvare le troppe banche tedesche che zoppicano per quanto le loro casse sono imbottite di derivati tossici e crediti inesigibili. Come le regole si applicano rigorosamente agli altri, ed invece si interpretano per gli amici in difficoltà.

Ancora una volta, la Germania mette altro denaro pubblico per salvare una banca domestica, stavolta per circa 4 miliardi di euro. L’ultimo caso è quello che riguarda Nord Lb, una delle maggiori landesbank (banche regionali, come le Casse di risparmio italiane di una volta).

Il Paese che più di ogni altro spinge nelle sedi europee per la rigorosa applicazione del bail-in cambia orientamento quando si tratta di salvare istituti bancari tedeschi. L’unica soluzione possibile per Berlino, sia prima che dopo la crisi, è quella di impiegare risorse dei contribuenti nelle crisi locali.

COME BARCOLLA “Banca NORD LB”

Per Nord Lb è stata anche messa da parte un’offerta privata (da parte dei fondi Cerberus e Centerbridge) per lasciare campo libero a due Länder: Bassa Sassonia e Sassonia Anhalt, azionisti con il 65% di Nord Lb, verseranno 1,5 miliardi nella banca e daranno garanzie per 1 miliardo, mentre l’associazione delle casse di risparmio tedesche (Sparkassen), anch’esse controllate dal comparto pubblico, inietteranno 1,2 miliardi.

LE PAROLE DELLA COMMISSIONE UE

Un portavoce della direzione Concorrenza della Commissione Ue guidata da Margrethe Vestager, contattato da MF-Milano Finanza riguardo all’autorizzazione dell’operazione, ha fatto sapere che Bruxelles è «in contatto con le autorità tedesche». Queste ultime si sono dette convinte di aver varato un piano in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato.

LE ULTIME NOVITA’ SU NORD LB

L’ennesimo salvataggio tedesco con denaro pubblico è stato completato in pochi giorni. Per settimane si è lavorato a una soluzione diversa. Cerberus e Centerbridge secondo indiscrezioni avevano presentato un’offerta da 600 milioni limitata al 49% di Nord Lb (quindi sarebbe stato comunque necessario il sostegno pubblico). Cerberus ora potrebbe acquisire un portafoglio di non-performing loans per 2,7 miliardi. Ma l’ipotesi di comprare una quota nella banca, seppure di minoranza, è stata respinta.

CHE COSA SUCCEDE IN BASSA SASSONIA

Il premier della Bassa Sassonia, Stephan Weil, ha definito l’operazione dei Länder «la migliore opzione possibile». Secondo il ministro delle Finanze Reinhold Hilbers la ricapitalizzazione pubblica costerà meno della vendita ai fondi, che avrebbero lasciato passività agli azionisti e avrebbero incassato parte degli utili futuri.

COME LO STATO TEDESCO COCCOLA LE BANCHE

L’intervento pubblico si è reso necessario perché la banca è piena di crediti deteriorati legati al settore marittimo. La crisi dello shipping ha messo in ginocchio diversi gruppi, tra cui Hsh Nordbank (sfuggito per pochi giorni alle nuove regole sugli aiuti di Stato e anch’esso salvato con soldi statali). Nonostante una florida economia nazionale, molti istituti tedeschi si sono trovati in difficoltà, principalmente a causa di errori di valutazione e investimenti azzardati. Nord Lb chiuderà il 2018 con perdite per 2,7 miliardi, che avrebbero portato il capitale attorno al 6%, quindi al di sotto dei minimi regolamentari. Grazie al denaro pubblico, la banca non sarà più a rischio dissesto e riporterà il patrimonio attorno al 14%, in una zona di tranquillità che consentirà lo smaltimento dei crediti deteriorati navali ancora in bilancio.

CHE COSA INSEGNA IL CASO NORD LB

Il caso Nord Lb rimette al centro dell’attenzione le regole Ue sulle banche. Il via libera della Commissione Ue al salvataggio potrebbe arrivare sulla base del precedente della portoghese Caixa Geral de Depositos (Cgd) che nel 2016 aveva ricevuto dall’azionista statale ulteriori fondi «a condizioni di mercato». In quell’occasione MF-Milano Finanza aveva osservato che la vicenda avrebbe potuto creare un precedente per altre banche pubbliche, tra cui le Landesbank.

LE CONTRADDIZIONI DELLE NORME UE

Il rischio è che le norme Ue, pensate per salvaguardare la concorrenza, abbiano l’effetto contrario di congelare la disparità di condizioni tra Paesi, favorendo quelli dove è ampia la presenza del comparto pubblico negli istituti. Le banche controllate dallo Stato, forti di garanzie esplicite o implicite, possono finanziarsi a tassi molto più bassi delle altre e sono al riparo da crisi per la presenza di un salvatore di ultima istanza.

I RAFFRONTI TRA ITALIA E GERMANIA

In Italia gli istituti di credito stanno vivendo uno scenario per certi versi opposto: pagano sui mercati lo spread sovrano e il maggiore rischio Italia; quando ci sono singole crisi tutto il settore rischia turbolenze. La Germania avrebbe potuto aprire il capitale di Nord Lb ai privati ma ha preferito alzare barricate.

L’USO DEL DENARO PUBBLICO IN GERMANIA

Più in generale, le decisioni di Berlino sulle banche negli ultimi anni hanno confermato che gli Stati, alla prova dei fatti, preferiscono utilizzare denaro pubblico piuttosto che coinvolgere i privati, scatenare il panico e creare instabilità. È quanto accaduto negli Usa. E anche in Europa ogni Paese (anche l’Italia) ha fatto il possibile per evitare di applicare la direttiva Brrd (retroattivamente) e per non imporre perdite soprattutto a creditori senior e depositanti.

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