PER CORONAVIRUS SI MUORE ANCHE SINO AI DUE TERZI Dei CASI, PERCHE’ ALLA SANITA’ PUBBLICA ITALIANA MANCANO GLI STRUMENTI DI BASE PER DIFENDERE SE STESSA e GLI ITALIANI, PERCHE’ è stata SACCHEGGIATA DA 28 ANNI (da tutti i governi) PER FAVORIRE LA CRESCITA DEL SETTORE PRIVATO (senza posti letto d’emergenza). ANCORA UNA VOLTA STA SUCCEDENDO COME NELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN : MEDICI ED INFERMIERI SONO STATI MANDATI AL fronte A COMBATTERE A MANI NUDE. E già in 3359 sono, fuori gioco, perché rimasti vittima del contagio. COSI’ NON SI PUO’ SCONFIGGERE IL CORONAVIRUS.

I dati reali degli ultimi giorni sul Coronavirus in Italia – al di là della cortina fumogena dell’informazione “tutta emotiva” che le TV continuano a propinarci a reti unificate – ci raccontano che di questa epidemia si può morire (al di là di ogni possibile ulteriore concausa), almeno nei due terzi dei casi, soprattutto se il sistema sanitario non ce la fa ad aiutarti come dovrebbe. Cioè offrendoti un servizio non organizzativamente ottimale e non a salda conduzione specialistica.

I “Covid ospedali” (con assistenza e stimmate dei protocolli emergenziali su cui per carità di patria è opportuno sorvolare) con personale medico (numericamente) non adeguato e spesso non  specialistico, sono cose tollerabili in Cina, dove esiste un Servizio Sanitario Nazionale all’americana e non pubblico, dove non c’è un Regime democratico, dove (e quando) hanno dovuto affrontare una sorta di improvviso attacco batteriologico, inedito (perché senza precedenti storici), e “raffinato” dal punto di vista della costruzione scientifica  del virus. Per di più  nel contesto della realtà di una grande metropoli popolosa ed industriale. Ma questo modello cinese pur meritevole di interpretazione della realtà dei covid-ospedali, non è tout-court accettabile in Italia ed in Europa.

Attenzione, la generosità e l’abnegazione di medici, infermieri, personale di supporto, forze dell’ordine, prefetti, etc, non è in discussione. Come neanche il serio pericolo costituito dal coronavirus.  Ma questa epidemia, troppo simile alla tipologia di una guerra batteriologica, non si può affrontare alla “carlona” : senza mascherine, tute, occhiali protettivi, con pochi medicinali, senza piani territoriali di sanificazione, senza prodursi in Italia, comunque, i medicinali interlocutori necessari, etc.

Cioè non si può affrontare l’epidemia “a mani nude”, senza le dotazioni di base per combattere. I runner che fanno gli scemi nei parchi non spiegano I dati ufficiali di 3 giorni fa che ci raccontano di 3359 medici, infermieri e personale dei 118, tra contagiati, in cura o morti. Evidentemente, perché indifesi dal contagio, per di più operando spesso in ambienti ospedalieri da tanto un chilo. Uno scenario che rassomiglia troppo alla battaglia di El Alamein, quando gli italiani dimostrarono il loro straordinario coraggio ed eroismo contro i soverchianti e grossi carri inglesi, che i nostri attaccavano disperatamente anche a sassate. Ma non si possono vincere le guerre con l’eroismo, a mani nude.

La situazione Coronavirus ha segnalato e segnala l’incongruità raggiunta da un sistema sanitario nazionale pubblico massacrato (e saccheggiato) da 28 anni di leggi finanziarie e di irrazionali e massicce politiche di tagli sulla Sanità pubblica (nel loro dichiararsi anti sprechi) risorse invece poi riversate soprattutto alla costruzione progressiva di un sistema sanitario privato, a pagamento. In linea con i desiderata di speculatori privati nazionali e della Finanza internazionale, interessata a trasformare la salute in uno dei suoi tanti profittevoli business strumentali, con cui lucrare sulla pelle dei cittadini.

Nulla è stato lasciato intentato per raggiungere lo scopo di saccheggiare il SSN. Dalla sciagurata scelta a monte del “numero chiuso” in Medicina, l’irrazionale scarsità di “specializzazioni”, sino alle illogiche campagne stampa piene di cazzate sugli sprechi. Come quelle che hanno portato al progressivo smantellamento della fitta ed efficiente, democratica e costituzionale, rete ospedaliera (che era supportata dalle università pubbliche) sullo studio e contrasto delle malattie infettive. Specialità di cui l’Italia aveva la leadership europea sino ancora prima del 1992. Che oggi semplicemente non esiste più, perché – come è scappato di bocca al Prof. Galli – è stata cancellata da una ultradecennale pletora di incompetenti direttori generali di ASL regionali, impegnati a tagliare sprechi (!?) e a programmare, non si capisce cosa cazzo (a parte la fortuna economica degli speculatori privati). Gli stessi che – sempre in nome di sacre ragioni di risparmio –  hanno tagliato punti assistenza nascita pure sulle isolette, i posti letto di emergenza x ictus o per gli infartuati. Ancora si ricorda quando hanno chiuso in una notte a Palermo il più prestigioso e superattrezzato centro pubblico di cardiochirurgia da Roma in giù, perché ritenuto “costoso”. Per poi passare le stesse funzioni, con gli stessi costi, con livelli qualitativi diversi, a realtà private convenzionate. E di questi esempi se ne possono fare tanti e per tutto il Sud-Italia.

La nostra straordinaria rete nazionale antiepidemia – detto incidentalmente – aveva due presidi di eccellenza di livello internazionale a Napoli ed a Palermo ( ricordate la Guadagna, il Prof. Barba ?)  Che in entrambi i casi oggi risultano semplicemente cancellati. Così, le popolazioni meridionali sono rimaste affidate alla sola buona volontà di pochi medici ed infermieri, ma ancora meglio a Santi protettori come San Gennaro e Santa Rosalia.

Del resto, non può essere un caso fortuito (pur in assenza dell’individuazione di farmaci specifici) che i primi due casi storici di Coronavirus a Roma, quello dei coniugi turisti cinesi, “malati seriamente”, ma poi guariti perfettamente, siano stati curati dallo Spallanzani di Roma. Uno degli ultimi eccellenti ed affidabili “presidi sanitari italiani dedicati” alle malattie infettive. “Figlio legittimo”, miracolosamente sopravvissuto, della gestione “democratica” e costituzionale della Sanità nella Prima Repubblica.

Ma perché parliamo di prima del 1992 ?

Perché è l’anno in cui l’allora Governo Ciampi con il decreto legislativo 502/92 ha trasformato le USL, Unità Sanitarie Locali, a gestione democratica e territoriale (facenti capo ai Comuni), in ASL (Aziende Sanitarie Locali). Venne introdotto, così, per legge nella sanità pubblica italiana quel modello di gestione aziendalistica para privatistico (e di sapore anglo-americano) in cui le strutture private possono operare a pieno titolo, però, a spese delle casse pubbliche, se accreditate dalle Regioni. Alle quali , nel frattempo, era stata demandata la competenza primaria in materia sanitaria. Così , per parlare solo dal 2011 in poi alla sanità italiana sono stati sottratti 37 miliardi di euro, 56mila medici dagli organici, chiudendo 956 presidi ospedalieri ritenuti doppioni (di che !??).

 Nel clima esasperato di Tangentopoli e di ecclissi del preminente controllo della politica operato dai partiti democratici, si è riusciti legislativamente a vincolare ad un modello aziendalistico, per sua natura votato al profitto, un bene primario indisponibile ai mercimoni come la salute dei cittadini che, peraltro, figura tra i diritti fondamentali della nostra Costituzione all’articolo 32.

 Così mentre i cittadini, si esercitavano nello schiumare di indignazione contro le ladroneria di Craxi e dei partiti democratici nati dalla Resistenza, non si sono accorti che la Finanza internazionale, ed i suoi complici nostrani, gli stava togliendo da sotto il culo – loro e dei loro figli – il pieno diritto alla tutela della salute.

Vale la pena ricordare, incidentalmente, che solo due anni prima (1990 riforma delle banche) ogni italiano era stato derubato della comproprietà del sistema bancario pubblico ed un anno dopo (1993) saranno derubati dall’essere comproprietari del sistema industriale pubblico IRI, che all’epoca era appena il più grande conglomerato finanziario-industriale d’Europa. Invidiatoci da tutto il mondo.

Il fatto è, che il neoliberismo e la globalizzazione ci fa vivere in una bolla irrazionale, un “regime” di “realtà” planetaria  unificata e caratterizzata sotto l’egida “del verosimile”. Una visione del mondo, un racconto dei fatti di cronaca, dei valori e della loro priorità, costituito da un impasto intrecciato di bugie grossolane e di piccole verità di comodo. Una realtà deformata giorno per giorno, ora per ora, dai canali TV e dai social sul Web, da una filmografia becera che racconta soprattutto di crimini e di horror, di bagattelle con contenuti ripetitivi e cadenze ossessive. Un apparato propagandistico che in uno con l’onnipresente pubblicità, rappresenta solo la punta dell’icesberg della “macchina di persuasione e consenso” di questa oligarchia finanziaria internazionale, che ci vuole tutti : pensare, agire, parlare, vestirsi, da “americani”. Con una mission culturale e di costume : cancellare la memoria e la cultura della diversità “europea”. Così la moda di prestigio non è più considerata quella di Parigi e Firenze, ma quella di New York. Gli studenti non agognano più di studiare a Roma e Venezia, in Germania o in Francia, ma a Londra o Washington.

 L’adesione procurata dei cittadini  europei manipolati a questo reazionario, vuoto e volgare, “Sistema Finanziario neoliberista” (e globalizzato), in uno con la centralizzazione mondiale anglo-americana dei condizionamenti azionari delle banche, con il parallelo soffocamento del sistema dell’Informazione al di là ed al di qua dell’Atlantico, sono le cose che hanno supportato l’andazzo per cui da 28 anni una oligarchia di furbi privati (costituitisi in sistema bancario internazionale) possano arbitrariamente produrre valore/denaro (tipologia “derivati”), cioè emettere moneta, alla faccia delle banche centrali degli Stati. Alterando, così, i valori economici del mondo, dei bilanci degli Stati e di quelli delle famiglie. A vantaggio solo dell’1% della popolazione nazionale e/o mondiale. Che continua ogni giorno ad essere derubata (in gergo “tosata”) dall’andamento altalenante delle Borse Valori, su cui la maggioranza del ceto medio delle popolazioni occidentali sente la pulsione incontrollabile di dover investire x dover guadagnare. Esattamente con lo stesso meccanismo psicologico ed economico con cui la gente viene indotta ad affollarsi nelle tabaccherie per giocare compulsivamente ai gratta e vinci o al  super-enalotto. Però, nonostante le evidenze truffaldine, nonostante la palese artificiosità dell’origine del Coronavirus, contrariamente alla fiaba di Andersen, la gente non si accorge neanche oggi, che incombe la “Pandemia”, che il Re è nudo. Direbbe Bersani : non si accorge che c’è un elefante in corridoio.

Ritorna la domanda facile, facile : Perché l’Italia prima del 1992 aveva il maggior numero (all’incirca 23mila) di posti letto ospedalieri, pubblici, di emergenza in Europa ? Mentre oggi ne dichiara solo 5500 (più quelli realizzati nei covid- ospedali) , contro i circa 13mila della Francia ed i 25mila della Germania (dati OCED al 2017). Di questi 5500 dichiarati all’inizio della crisi, mai viene specificata “la vergogna” che in Sud-Italia – che ha la metà della popolazione – ce ne sono allocati,  bene o male, appena poco più di 250. Eppure tutto ciò sfugge all’attenzione della gente. Purtroppo, soprattutto dei cittadini meridionali. Che non reagiscono in nessun modo. Anzi, lo si dà per scontato alla stregua di un fatto normale, quando esponenti di governo, governatori regionali ed esperti, ricordano “en passant”, che al Sud-Italia il Sistema Sanitario Nazionale sostanzialmente non esiste più.

Così, ci ritroviamo immersi in un Regime (economico ed istituzionale) che non tutela tutti i cittadini, come impone la Costituzione, ma prioritariamente i profitti e gli interessi dell’1% della popolazione. I complici italici dei proprietari (o azionisti) delle “fabbriche di carta” che producono le masse infinite dei fasulli titoli finanziari di Londra, New York, Hong Kong e Singapore. L’informazione diventata OGM è omertosa e tace. I Talk show e altri tipi di approfondimenti TV parlano d’altro. Queste evidenze, non contano. Così le domande e gli argomenti che vengono trattati sono quasi sempre figli della paura e della disinformazione. Quali le responsabilità passate e le domande sul possibile futuro comune sono temi che non hanno cittadinanza, nel nome demagogico dell’Unità contro il virus.

Non sapremo mai perché Lodi, Bergamo e Piacenza, sedi di focolai, non sono diventate a suo tempo zone rosse come Codogno. Come non sapremo mai chi sono i criminali responsabili delle fughe di notizie sul decreto governativo dell’8 marzo, che hanno favorito lo sciagurato esodo di decina di migliaia giovani studenti meridionali (con un alto tasso di portatori sani) dalla Lombardia in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria. Vicenda che ha permesso l’esportazione dell’epidemia nel Sud-Italia che era ancora privo di “focolai epidemici”, come di un SSN degno di questo nome.

Le menti dei cittadini sono ottenebrate – prima ancora dai luoghi comuni e dall’incultura seminate in lungo ed in largo per il mondo negli ultimi 28 anni – dalla paura e dal panico inculcato a piene mani dalla propaganda TV H24 sull’incombere della mortalità (peraltro vera) della epidemia in corso. E’ strategico per la sopravvivenza del “Sistema neoliberista” che la gente non rimetta in connessione il cervello con la memoria ed il buonsenso. I fatti, le loro dinamiche ed i numeri statistici. I pezzi di Storia nazionale prima del 1992 con le squallide cronache odierne. Una eventualità che spingerebbe i cittadini a cominciare a porsi delle semplici, evidenti, domande.

Perché sarebbe un disastro per il “Sistema oligarchico finanziario” se la gente prestasse attenzione al fatto che le tanto propagandate assicurazioni sanitarie private, pur pagate a caro prezzo (nonostante si paghino le tasse x l’assistenza pubblica),  può tutelarti dal mal di denti dai piccoli interventi chirurgici, ma non dal Coronavirus et simili.

Come si suol dire, però, oggi  i nodi vengono al pettine. Allora, tocca ai conduttori ed ai giornalisti televisivi non far pesare che gli scienziati (tranne Galli che viene da una tradizione scientifica acclarata ma per carità di patria si limita a mugugnare)  intervistati H24, scomodano la scienza solo per spiegarti, ora dopo ora, che non ti devi far sputare in faccia per strada o di stare attento a lavarti sempre le mani. Tutte cose che la scuola elementare e la nonna a suo tempo ci  avevano già spiegato.

E la carenza di posti letto d’emergenza maturata negli ultimi 28 anni ? Una ordinaria stortura da rettificare in futuro. L’assenza di fabbriche x produrre in italia i presidi medici di base ? Una sfortuna circostanza, figlia di imprenditori senza lungimiranza negli affari. Le provvidenze economiche d’emergenza dei 25 miliardi incongrue nei tempi e praticamente inesigibili dalle aziende?  Colpa della indistinta burocrazia (!?).

Cazzate !!!!

Come, nessuno che si azzarda a spiegare cosa può significare se la Germania ieri sera ha annunciato di voler gettare nella pugna non 25 (pure) fasulli miliardi, ma  sino ad 873 miliardi di euro, extra bilancio. Una cosa che significa semplicemente che, dopo la Brexit, marcia la volontà di rompere lei l’Unione Europea (ed a farsene una surrogata edizione palesemente propria). I cocci di questa rottura a noi italiani ci cadranno addosso. Mentre i suoi costi rimarranno a nostro carico.

NdA : Sul progredire iperveloce del virus in Lombardia e sul contesto geopolitico internazionale che fa parte della problematica nascita e crescita della Pandemia ne parleremo meglio a parte.

2 pensieri riguardo “PER CORONAVIRUS SI MUORE ANCHE SINO AI DUE TERZI Dei CASI, PERCHE’ ALLA SANITA’ PUBBLICA ITALIANA MANCANO GLI STRUMENTI DI BASE PER DIFENDERE SE STESSA e GLI ITALIANI, PERCHE’ è stata SACCHEGGIATA DA 28 ANNI (da tutti i governi) PER FAVORIRE LA CRESCITA DEL SETTORE PRIVATO (senza posti letto d’emergenza). ANCORA UNA VOLTA STA SUCCEDENDO COME NELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN : MEDICI ED INFERMIERI SONO STATI MANDATI AL fronte A COMBATTERE A MANI NUDE. E già in 3359 sono, fuori gioco, perché rimasti vittima del contagio. COSI’ NON SI PUO’ SCONFIGGERE IL CORONAVIRUS.

  • Marzo 24, 2020 in 12:35 pm
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    La cruda, reale e purtroppo agghiacciante rappresentazione della condizione in cui versa la sanità pubblica in Italia ci deve fare interrogare su una domanda: quando ne usciremo fuori avremo fatto tesoro di questa esperienza ?
    La risposta sarà fornita dai nostri posteri.
    Confido che la nostra storia di ” miracolo italiano” trovi conferma anche in questa difficilissima occasione piena di pericolose incognite anche per le sorti dell’Europa dei Popoli voluta da grandi leader politici europei accusati di essere visionari e purtroppo oramai scomparsi e non adeguatamente sostituiti nell’attuale panorama europeo, dominato da comprimari (o spalle )di attori economici ben più potenti e forse non più alleati dell’Italia .
    Sul ruolo svolto dall’informazione é consigliabile evitare commenti che sarebbero comunque incapaci di fornire la reale dimensione della sua inadeguatezza rispetto alla gravità e complessità dei temi che vengono posti all’attenzione dell’opinione pubblica.
    S.V.G.

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  • Marzo 25, 2020 in 6:34 pm
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    Lineare e veritiero quanto descritto. Ora ci sono tante aziende che riconvertono la loro produzione per “fabbricare” mascherine: che strano altri numerosi giorni di ritardo per poter pensare di salvare la pelle a tanti possibili cittadini che, nel frattempo, potrebbero essere stati infettati o addirittura in cammino, nella solitudine piu’ assoluta, per l’ultimo viaggio! Questo ulteriore ritardo sicuramente dovuto alla mancanza di assicurazioni certe sulle eventuali forniture estere tanto propagandate da un Ministro degli Esteri ex bibitaro allo stadio San Paolo di Napoli. Che dire, oltre quello che Ella ha scritto, siamo stati (ed ora e’ peggio visti gli scenari aperti da qualche giorno!) e siamo nelle mani di una classe dirigente che dall’inizio della diffusione di questo virus si e’ preoccupata di dirci …si tratta soltanto di una forma influenzale! Mi verrebbe di rispondergli come diceva un Vecchio Saggio Cinese: Non Tutti I Coglioni Stanno Nelle Mutande!

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